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About Me Member Yellow Alien arciduchessa19/Female/Italy Recent Activity Deviant for 2 Years
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Vrai tout.

Sun Jan 4, 2009, 3:12 AM
“Ma come un adolescente innamorato trema e si commuove, non osando dire ciò ch'egli sogna per notti intere e si guarda intorno spaventato, cercando un aiuto o la possibilità di rimandare o di fuggire, quando è giunto il momento desiderato ed egli si trova solo con lei, così Rostòv, ora che aveva raggiunto ciò che desiderava più di ogni cosa al mondo, non sapeva come avvicinarsi e gli si presentavano mille considerazioni che gli facevano parere la cosa inopportuna, sconveniente e impossibile. La sua disperazione era tanto più grande in quanto sentiva che la propria debolezza era cagione del suo dolore. Avrebbe potuto...non soltanto avrebbe potuto, ma avrebbe dovuto avvicinarsi a lei. "Che cosa ho fatto!" pensò.”


E’ preoccupante. Mi ritrovo al cinema, le luci spente. Un film idiota.
All’improvviso parole come sale sulle ferite.
Mi sento sciocca e sto per piangere e so anche perché. So che qualcosa sta traboccando dal famoso vaso e presto dovrà uscire.
Io dovrò dirlo.
Non so come, né quando, né perché.

‘Somewhere deep inside
You must know I miss you
But what can I say?
Rules must be obeyed

I don't wanna talk
'Cause it makes me feel sad…’

Esco fuori da quella sala buia e la sensazione di disagio rimane tenacemente incollata alle mie palpebre, alle mie ciglia, nonostante io sia oramai diventata assai brava nel nasconderla.

Non è vero, sono straordinariamente incapace di nasconderla. Appena alzo gli occhi, eccola lì, che mi sorride beffarda. Qualche scemenza, rido e scherzo, un po’ di freddo. La sensazione di disagio si confonde e si mescola poi alla mia indole malinconica, come le note di fondo dei profumi, quelle che nessuno sente mai ma è giusto ci siano. E allora sì, forse sono davvero brava ad avvolgere tutto in una coltre scura.
Seduta dalla parte del passeggero, con musica per bambini che scorre incessantemente nella radio dell’auto, cerco di ripristinare qualcuna delle mie poche funzioni mentali per ritrovare la strada verso casa. Immagino di non esser riuscita neppure in questo, se è vero che abbiamo girato per mezz’ora nel parcheggio dell’Esp di Ravenna. Incredibile riuscire a perdersi nel parcheggio di un centro commerciale invece che imboccare la Romea.
Non. Ha. Senso.
Sbrocco.

A che cosa pensavo in quel buio simulato? A chi pensavo mentre l’auto girava per l’ennesima volta intorno alla rotonda del parcheggio deserto?
E’ sufficientemente ovvio. Non è ovvio piuttosto chi non ha capito chi. Chi ha lasciato la fune, chi ha deciso che non si può fare.
Forse io.
No, io no di certo.
Tant’è che in fin dei conti sono ancora qui a disperarmi per non si sa bene cosa.

Ogni istante mi pare un istante sprecato, non sprecato in sé, un istante che avrebbe potuto essere un buon istante, sarebbe potuto risultare costruttivo, o distruttivo, insomma in qualche modo determinante….e non lo è.
A volte capita. Le parole si incidono con prepotenza nei pensieri e tu non lo riesci a decidere che loro lì non devono starci, non riesci a dirgli andate via che il contratto d’affitto è scaduto e questa è casa mia, non riesci a sbattergli la porta in faccia; e allora capita che fingi di sopportarle con le mani premute contro le orecchie mentre canti ad alta voce una qualunque canzone, per non sentirle urlare. Ma appena finisce la canzone, allagano tutto come un fiume in piena. Con una probabilità schiacciante, diciamo di 10 a 1, sarebbe più semplice ascoltare le parole, ordinarle. Decidere se tenerle con sé custodendole gelosamente o chiuderle in un cassetto a marcire. Non è una cosa che si può decidere da soli, con leggerezza, come si decide se comprare le mele fuji o le mele golden al supermercato.
Se la porta dall’altra parte è già chiusa, senza ulteriori esitazioni dovrei chiudere anche la mia. Se.
Si rivela necessario sapere. E non saprò fino a che non chiederò. E non chiederò fino a che non avrò le palle o una visione abbastanza chiara e nitida di cosa potrei perdere e di quello che vorrei. Ripasso con una precisione quasi matematica i punti che ho sbagliato e mi accorgo che li ho sbagliati quasi tutti. Completamente.
Carpe diem io non so nemmeno che significa.
La sola giustificazione che posso trovarmi è quella di non aver saputo, di non essermi accorta. Io non lo sapevo proprio di possedere gli occhi della felicità, in quel momento. Quello sguardo adesso non so più ritrovarlo; e non può essere perché ho cambiato mascara o perché sono cresciuta, può essere solo perché la mia felicità l’ho lasciata lì, ignara di quanto fosse speciale. Nessuno è riuscito a restituirmela.
Ora: è possibile che io stia sbagliando tutto, si sbaglia spesso nella vita, è normale, eppure ancora non sto sbagliando abbastanza. Se lo sbaglio deve essere compiuto allora tanto vale buttarci entrambi i piedi dentro, affogarci, sentirsi la melma fino alle ginocchia, l’acqua alla gola, in pratica tanto vale esser nella cacca fino in fondo.
Ora: è possibile che io stia sbagliando tutto ancora, si sbaglia ogni tanto nella vita. Per questo ritengo di dovermi per forza di cose sentire ridicola fino al midollo, ridere fragorosamente della mia stupidità ed aver paura di confessarla; ma almeno -giunta alla sommità di questa storia- potrò smetterla di tormentarmi e torturarmi… che le sensazioni sono sempre sensazioni ed io non posso che accoglierle ed accettarle e voler loro bene.

Vuoi che dica cosa ho capito? Ho capito che nessuno di noi ha capito. È da pazzi, genuinamente e meravigliosamente da pazzi, stare ancora qui a crucciarsi su ciò che non esiste. Sono pazza e ho fiducia nell’irrealizzabile; sono pazza e la mia giovinezza mi permette di credere ancora nella speranza e nella vita e nell’amore e nelle cose vere e nella pace nel mondo, e sicuramente sì, questo è ciò che ci rende diversi. Potremmo definirla ingenuità. Potremmo scuotere la testa in segno di disapprovazione oppure potremmo notare l’incanto di tutto ciò. Sono pazza e mi dico che le differenze non dividono per forza, e se dividono…beh, c’è sempre qualcosa che unisce. Sono pazza e la mia pazzia sta tutta nel cercare i punti di contatto, mai di separazione. Sono pazza ma proprio per questo posso essere la primavera che fiorisce tutto l’anno.

Tutto nella mia testa è come un martello pneumatico che non cesserà il suo lavoro fino a quando io non avrò eliminato quei sassi dalla gola. E’ così.

Ho imparato una cosa importante: la sconfitta non è mai dolorosa quanto il rimpianto. Anche io a questo punto dovrei averlo afferrato.

Ci provo.


“Egli le baciò la mano e le diede del voi. Ma i loro occhi, incontrandosi, si diedero del tu e si baciarono teneramente.
Ella, col suo sguardo, gli chiedeva perdono di aver osato ricordargli la sua promessa e lo ringraziava per il suo amore.
Egli, col suo sguardo, la ringraziava per la libertà offertagli e diceva che, in un modo o nell'altro, non avrebbe mai cessato di amarla, perchè era impossibile non amarla. Come tutte le persone cresciute in società, egli amava incontrare qualcuno che non avesse su di sé la solita impronta mondana. E così era lei con la sua meraviglia, la sua allegria, la sua timidezza e anche i suoi errori. Egli le si rivolgeva e le parlava in modo particolarmente tenero e riguardoso, ammirava il giocondo splendore dei suoi occhi e del suo sorriso, che non aveva rapporto coi discorsi che si facevano, ma con la sua gioia interiore.”



(L’ho scritto tempo fa. Ma credo sia arrivato solo ora il suo momento. Perché? Perché non ci ho provato e mi sono arresa. Tra il dire e il fare...)

  • Mood: Gloomy
  • Listening to: I Camillas
  • Reading: L'educazione sentimentale, Gustave Flaubert
  • Watching: art attack
  • Eating: le mani.

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  • Current Residence: Forlì-Milan
  • Interests: Philosophy, art, literature, writing, life, dreaming....
  • Favourite movie: amelie,marie antoinette,dead poets society,the prestige,sogni,the eternal sunshine
  • Favourite band or musician: sigur ros, dresden dolls, musica per bambini and too many...
  • Favourite genre of music: silence
  • Favourite artist: waterhouse, borromini, rodin, mirò
  • Favourite poet or writer: Leopardi, Dostoevskij, Shakespeare, Calvino, Campana
  • Favourite photographer: my dad
  • MP3 player of choice: i-pod
  • Wallpaper of choice: cose cicciottine *__*
  • Favourite game: un due tre stella *_*
  • Favourite cartoon character: ratman!
  • Personal Quote: http://www.myspace.com/arciduchessa
  • Tools of the Trade: lumix tz10, canon s10, diana+, nikon, colours, people and the world *_*

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Comments


:icongmcref:
enjoyed your gallery... stop by my favs @ [link] if you like (as you like... freckles, like me!)

:)
:iconarciduchessa:
Thank you! Your freckles gallery is very nice :)
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:iconethermoon:
thank you for the fave :)

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Anyone can hold a camera but not everyone can be an artist.
:camera:
:iconkiwi-photography:
Thank you for the favorite!

:]
:icondalilaniaswan:
ci sono delle immagini da mozzare il fiato nella tua gallery

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